«Colui che non mangia diventa un individuo privo della facoltà di pensare, intendere, toccare, vedere, parlare, sentire, gustare. Perde inoltre il suo soffio vitale. Perciò è detto: colui che mangia diventa colmo di vitalità e sviluppa le sue capacità di pensare, toccare, parlare, gustare, sentire e vedere. Dal cibo, in verità, sono prodotte tutte le creature, in virtù del cibo vivono e trapassano.»
Maitri Upanishad
L’uomo deve nutrirsi per compiere i suoi quattro doveri: Dharma, Artha, Kama e Moksha. Per questa ragione è indispensabile un corpo fisico in buona salute.
Dharma: il dovere di conservare l’ordine cosmico. Il corpo è uno strumento per assicurare la trasmissione della cultura o di una conoscenza ricevuta.
Artha: il dovere di conservare il mondo creato affinché coloro che verranno dopo di noi possano fruirne nello stesso modo.
Kama: il dovere di procreare.
Moksha: il dovere di liberare la propria anima.
Al di fuori di quanto serva ad ottemperare ai quattro citati doveri l’uomo non ha bisogno di cibo. Tuttavia, egli immagina che il cibo debba compiacere l’avidità dei suoi sensi e che il suo stomaco debba essere riempito! Così l’uomo cade nel trabocchetto dei gusti e vede lo stomaco come un semplice sacco. Diventa così schiavo del cibo, soffre e fa soffrire il suo prossimo.
L’Ayurveda prevede numerose regole di disciplina di vita tagliate a seconda dell’età, il lavoro, il sesso…. Ho deciso di elencare quelle utili al fine di preservare la salute di chiunque:
“Quando non avete fame non mangiate. La vostra capacità di digerire si attenua quando non avete fame. Se, invece, non mangiate quando siete affamati il cibo che ingerirete successivamente si nutrirà del corpo anziché fornirgli nutrimento. Vale a dire il cibo sarà causa di squilibrio delle funzioni del corpo e potrebbe alla lunga essere causa di malattia.”
C’è un orologio biologico che segna il ritmo delle attività del tubo digerente.
“Mangiate rispettando gli orari e i tempi di tali attività.”
Vi sono due pasti principali:
- il primo tra le 12 e le 14 e
- il secondo tra le 18 e le 20.
La prima colazione non è mai un pasto principale per l’Ayurveda. Dopo una notte di sonno il corpo ha bisogno di alimenti liquidi e leggeri. La vera sensazione di appetito si manifesta più o meno da un’ora e mezza a due ore dopo l’inizio delle attività quotidiane. Ciò spiega perché i bambini, non ancora impregnati di norme culturalmente imposte, rifiutano di mangiare presto e hanno, invece fame verso le nove e mezza del mattino. Non lasciatevi sedurre dalla gola al di fuori dei pasti principali, poiché, alla lunga, ridurrete la vostra capacità di digerire. Non dimenticate che essa diminuirà, comunque, fisiologicamente, invecchiando. Non mangiate quando i vostri sensi di percezione non sono stimolati. E’ meglio astenersi dal mangiare se l’olfatto e il gusto non sono invitati. In tal caso semplicemente non avete fame. Ciò avviene anche a persone in buona salute che sono però troppo stanchi sul piano fisico o emotivo.
Queste indicazioni non valgono per chi è ammalato.
Ricordo che stiamo proponendo suggerimenti volti a mantenersi in buona salute.
– Non ingerite cibo troppo caldo, né troppo freddo.
– Non mangiate né troppo, né troppo poco.
– Il corpo si indebolisce quando mangiate troppo. La potenza del fuoco che consente di digerire si attenua quando si mangia in eccesso e, di conseguenza, ne risente negativamente la formazione dei tessuti cellulari (=Dhatu).
– Non dimenticate di ridurre il volume dei vostri pasti invecchiando e se conducete una vita sedentaria. Alzatevi da tavola con un po’ di «ulteriore appetito ». Il cervello riceve tardi le informazioni che riguardano il riempimento dello stomaco. Spesso la risposta del cervello che segnala la sazietà arriva troppo tardi. Se mangiate in fretta quando giunge l’informazione avete già mangiato troppo.
– Adattate la quantità e il tipo di cibo alle esigenze della vostra età, le vostre attività, la stagione e il luogo dove vivete.
– Non mangiate troppo in fretta, né troppo lentamente. Il mangiare in fretta intralcia una buona digestione e un buon assorbimento. E ciò influirà negativamente sull’assimilazione. Il nutrirsi troppo lentamente riduce la capacità di digestione e ne rallenta il processo. Continuare a nutrirsi con tempi scorretti provocherà uno stato permanente di digestione carente.
– Bevete acqua prima, durante e dopo i pasti.
– Durante e dopo il pasto dovete essere in pace e in letizia. Allontanate dai vostri pensieri la collera, l’ansia e la tristezza. Tali sentimenti hanno un influsso sfavorevole sulla digestione e sulla formazione dei tessuti cellulari.
– Variate regolarmente il cibo.
– Non fate esercizi fisici subito dopo i pasti.
