YOGA ESTATE:

Viviamo la pratica trovando Armonia tra il Fuoco e l’elemento Acqua.

L’estate è la stagione in cui la natura si manifesta in tutto il suo splendore nella luce intensa e nei colori. E’ anche la stagione del caldo, soprattutto negli ultimi anni a causa del surriscaldamento globale, dove dominata dall’elemento “fuoco”, chiamato Pitta nell’Ayurveda.

 Il “fuoco” è fondamentale per la salute del nostro organismo e della nostra psiche, perché favorisce la digestione (non solo intesa in senso fisico, ma anche come elaborazionedelle esperienze) e ci dona forza di volontà, entusiasmo e gioia di vivere.

Quando però è in eccesso, possiamo sperimentare effetti spiacevoli.

Infatti, in estate la pelle si disidrata, tende a seccarsi e arrossarsi, la sudorazione aumenta, la respirazione diventa spesso faticosa, ci sentiamo stanchi e spossati e, talvolta, insorgono fastidi digestivi; sul piano mentale, a meno che non siamo in vacanza al fresco, potremmo sentirci più nervosi, irritabili, agitati, meno lucidi ed efficienti.

Secondo la visione yogica, ogni stagione è un’opportunità per entrare in contatto con i cicli naturali, anche dentro di sé.

L’estate è collegata all’elemento fuoco (Agni), simbolo di trasformazione, intuizione, forza di volontà e discernimento.

La nostra pratica Yoga in questo periodo dell’anno può esserci d’aiuto e bilanciare gli effetti del caldo e ritrovare equilibrio ed armonia.

QUANDO

E’ fondamentale scegliere il momento giusto per praticare, prediligendo le prime ore del mattino oppure il tramonto, in modo da godere di temperature più miti.

COME

È importante anche posizionare il tappetino in una zona ombreggiata, proteggerela pelle con dei solari con fattore di protezione medio/alto e disporre di una borraccia con acqua a temperatura ambiente o appena fresca, per idratarci spesso.

Se si pratica al chiuso, invece, meglio evitare l’aria condizionata, perché potrebbe causare contratture, ma soprattutto perché è totalmente priva di prana, quindi deprivata del suo potere rivitalizzante, meglio usare un ventilatore.

IMPORTANTE

Inoltre, in estate è consigliabile evitare le pratiche troppo intense e dinamiche: non è il momento di fare sforzi, ma quello di rallentare, allungare dolcemente i muscoli, resi più elastici dal calore, usare il respiro per rinfrescare e ossigenare il corpo e imparare a godere della pratica senza attaccamento al risultato.

PRATICA YOGICA consigliata in Estate

La sequenza che Vi propongo prevede un pranayama rinfrescante, due posizioni di riscaldamento e una serie di asana, prevalentemente a terra, per portare radicamento e stabilità, e dei piegamenti in avanti, che non solo stimolano il secondo chakra e l’elemento acqua, favorendo la fluidità, ma attivano il sistema nervoso parasimpatico, quello del rilassamento, della digestione e della rigenerazione.

Eseguitela con l’intenzione di raggiungere l’armonia, queste posizioni aiutano a ritrovare agio nel corpo e pace nella mente.

Durante ogni posizione è importante seguire alcuni passaggi:

• troviamo il corretto allineamento fisico, per evitare di farci male;

• manteniamo il respiro calmo e regolare;

• creiamo il giusto equilibrio tra le spinte (ovvero i muscoli attivati) e il rilassamento;

• percepiamo il tipo di energia creata dalla posizione e scopriamo come ci fa sentire;

La Sequenza della Pratica

1 SITKARI PRANAYAMA (il respiro rinfrescante)

ESECUZIONE: cominciamo la pratica assumendo una posizione seduta con le gambe incrociate, avendo cura che il bacino sia più in alto delle ginocchia.

Prendiamoci il tempo di qualche respiro naturale, per “atterrare” non solo fisicamente, ma anche mentalmente nello spazio del tappetino. Quando ci sentiamo pronti, serrando le arcate dentali tra loro e premendo la lingua sui denti, inspiriamo con energia dalla bocca per 4 secondi, producendo un sibilo e percependo l’aria che rinfresca palato e gola. Rilassando la bocca, manteniamo l’apnea a polmoni pieni finché risulta confortevole, e poi espirando dalle narici, contiamo ancora 4 secondi e immaginiamo di inviare aria fresca nel corpo e nel cervello.

BENEFICI: questo pranayama non solo rinfresca il corpo quando fa caldo, ma anche il sistema nervoso, calmandolo. N.B. Chi è incinta dovrebbe saltare la fase dell’apnea.

2 ARDHA SUPTA PADANGUSTASANA(piede alla mano da sdraiati)

esegui la posizione con la corda/cintura se non arrivi con le mani al piede o all’alluce

ESECUZIONE: da supini, portiamo il piede destro nella cintura, tenendolo a martello, e stendiamo la gamba verso l’alto. A ogni inspirazione contraiamo il quadricipite e nella espirazione avviciniamo gentilmente la gamba al petto. Se c’è molta tensione, possiamo flettere un po’ il ginocchio o allontanare la gamba dal corpo. Restiamo in posizione per 8-10 respiri e poi ripetiamo dall’altro lato, prendendoci prima una piccola pausa, per “assaporare” la differenza tra una gamba e l’altra.

BENEFICI: allunga tutta la muscolatura posteriore della gamba (ischio crurali e polpacci), libera il bacino e la zona lombare, rafforza il quadricipite.

3 CHAKRAVAKASANA(posizione del Gatto e della Mucca)

ESECUZIONE: ci portiamo in quadrupedia, avendo cura di allineare le mani sotto le spalle, le ginocchia sotto le anche e i piedi con le ginocchia. Facendo partire il movimento dal coccige, inspirando, portiamo il coccige in alto inarcando la colonna e guardando in avanti; espirando, portiamo il coccige in basso e flettiamo la colonna, portando lo sguardo all’ombelico, che viene risucchiato in dentro.

BENEFICI: mobilizza dolcemente la spina dorsale in ogni suo tratto, liberandola dalle tensioni e rendendola più elastica e giovane.

4 PRASARITA PADOTTANASANA(piegamento in avanti a gambe divaricate)

ESECUZIONE: dalla quadrupedia ci portiamo in piedi e divarichiamo le gambe, tenendo i piedi paralleli e gli alluci allineati.

Inspirando, solleviamo le braccia verso l’alto, espirando ci pieghiamo in avanti fino al primo punto di tensione, con la schiena dritta e le mani dietro le cosce. Facciamo qualche respiro e poi scendiamo col tronco, portando le mani alle caviglie e la testa verso terra. Se avvertiamo tensione, flettiamo le ginocchia.

Dopo 8-10 respiri, usciamo dalla posizione srotolando la colonna; solleviamo le braccia e ci portiamo in un piccolo arco, con i glutei attivi e il petto aperto, per controbilanciare il piegamento. Torniamo in Tadasana (la posizione della montagna).

BENEFICI: allunga la catena cinetica posteriore, “spegne” il sistema nervoso simpatico e favorisce il rilassamento.

Restando nella posizione , nell’ascolto del mio respiro posso affermare dentro di me:

«Mi rilasso e allontano ogni mia preoccupazione».

5 a JANUSHIRASANA(testa al ginocchio)

Uso la cintura se non riesco ad afferrare il piede mantenendo la schiena dritta (costruisco con il mio corpo un triangolo)

ESECUZIONE: sediamoci nella posizione del bastone seduto (Dandāsana). Piegare la gamba sinistra portano la pianta del piede sx alla coscia interna della gamba dx; inspirando, solleviamo le braccia ed espirando ci pieghiamo verso la gamba tesa fino ad afferrare il piede, se necessario con l’ausilio di una cintura. Allunghiamo tutta la spina dorsale ed espandiamo il respiro nella gabbia toracica, creando con il corpo triangolo, mantenendo lo sguardo sull’alluce – concentrazione Angusta – per mantenere così anche le cervicali in linea con la colonna.

Manteniamo la posizione per 8 respiri per lato. Poi eseguire con l’altra gamba.

5 PARVRITTA JANUSHIRASANA(testa al ginocchio ruotata)

ESECUZIONE: sediamoci con un piede contro l’altro nella posizione della Farfalla. Stendiamo la gamba sinistra in fuori, allineando le ginocchia tra loro; inspirando, solleviamo il braccio destro ed espirando ci pieghiamo verso la gamba tesa fino ad afferrare il piede, se necessario con l’ausilio di una cintura. Evitando di tirare, allunghiamo tutta la spina dorsale ed espandiamo il respiro nella gabbia toracica.

Manteniamo la posizione 8 respiri per lato.

BENEFICI: è benefica per la schiena, tonifica il diaframma ed eleva l’energia, donando vitalità e benessere.

AFFERMAZIONE: dopo aver eseguito la posizione su entrambi i lati, ci sediamo a gambe incrociate, elevando lo sguardo verso il punto tra le sopracciglia; percepiamo equilibrio tra i due lati del corpo e i due emisferi del cervello, restando nell’ascolto del nostro respiro naturale.

6 UPAVISHTA KONASANA(ad angolo da seduti)

Abbandonate il vostro io e ascoltate solo il vostro corpo assecondando la sua propria flessibilità: accontentatevi ed amate ciò che siete!
posizione finale solo per i più flessibili.

ESECUZIONE: sempre seduti sulla coperta, divarichiamo le gambe tra i 90° e i 130°. Inspirando, solleviamo le braccia verso l’alto ed espirando ci pieghiamo in avanti, con la schiena dritta, portando le mani sulle gambe. Dopo qualche respiro, continuiamo a scendere con il tronco verso il basso e portiamo le mani agli alluci oppure a terra, davanti a noi. Se avvertiamo tensione, flettiamo le ginocchia. Manteniamo la posizione almeno 10 respiri.

BENEFICI: libera le anche, allunga gli adduttori, rilassa la schiena e rende la mente più aperta ed elastica.

7 MATSYASANA (posizione del Pesce)

ESECUZIONE: supini, portiamo le mani sotto i glutei, allontanando le spalle dalle orecchie. Inspirando, facciamo leva sui gomiti e ci eleviamo dal petto e dal mento, aprendo tutta la regione toracica e la gola. Mantenendo le gambe e i glutei attivi, e l’addome in dentro, espandiamo la respirazione toracica, sentendoci quasi galleggiare sul tappetino. Restiamo in posizione per 6-8 respiri, poi lentamente ci portiamo in Shavasana.

BENEFICI: corregge le spalle incurvate, apre il petto risvegliando le energie del cuore, e riequilibra il quinto chakra, Vishudda, situato nella gola, donandoci pace.

Chiudendo gli occhi, visualizziamo il nostro corpo come un’onda di energia luminosa che fluttua leggera e libera nello spazio.

8 ANANDA BALASANA(posizione del Bambino felice)

Non forziamo, e pensiamoci come bambini felici

ESECUZIONE: supini, solleviamo le gambe flesse e afferriamo l’esterno dei piedi, portandoli dolcemente verso il basso e appiattendo il sacro sulla terra. Dondoliamo a destra e a sinistra un paio di volte, massaggiando la schiena, poi ci fermiamo per godere i benefici di questa capovolta semplice.

BENEFICI: stimola la circolazione e il sistema linfatico, massaggia le viscere, distende la colonna vertebrale e ci permette di riscoprire il nostro bambino interiore, ovvero il nostro lato più giocoso e spensierato.

«Contatto con gioia il mio bambino interiore»

PER CONCLUDERE LA PRATICA

Dopo qualche minuto in Shavasana (la posizione del Cadavere), ci sediamo a gambe incrociate e pratichiamo Padma Mudra, il mudra del fiore di loto.

Portiamo le mani al petto e uniamo le dita per formare un bocciolo; inspirando, apriamo bene le mani, mantenendo il contatto solo tra la punta dei mignoli, la punta dei pollici e la base dei polsi. Teniamo la posizione per qualche istante, in assenza di respiro, poi richiudiamo le dita nell’espirazione. Ripetiamo per alcuni minuti, a occhi chiusi.

Questo mudra è connesso al chakra del cuore ed è simbolo di amore, purezza e armonia; mentre lo pratichiamo, sentiamo queste qualità espandersi in noi, fiorendo verso la Luce, proprio come un loto.

Se vuoi puoi praticare con noi trovando questa pratica guidata il nostro canale Youtube o direttamente su questo sito sulla pagina “canale Youtube”.

BUONA PRATICA!

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