Il concetto di Corpo secondo l’Ayurveda e lo Yoga

Breve stralcio dal corso di formazione in Ayurveda e Yoga tenuto a Nizza da Sri T.K. Sribhashyam e Nancy Carpentier Gabriel Galéa – 1° Parte

“Il termine Sharira è generalmente tradotto « corpo ». Tuttavia la denominazione ‘Sharira’ non include solo il corpo fisico bensì anche il corpo mentale e l’anima. Nello studio di Sharira si affrontano vari aspetti come per esempio il concepimento, la gravidanza, lo sviluppo del feto, il momento in cui l’anima penetra nel corpo, il legame tra l’anima e il corpo, le funzioni del mentale, la morte, i sintomi che precedono la morte ecc. Molte sono le cause che impediscono il buon funzionamento di Sharira. La prima causa di malattia di Sharira è l’eccessivo uso delle attività sensoriali. Il rifiuto volontario ad utilizzare le attività sensoriali è ritenuto come la seconda causa di malattia. La terza causa è data dalla sollecitazione disordinata delle attività sensoriali. Anche l’intelletto può essere una causa di malattia : Il suo uso eccessivo, la volontaria inattività intellettuale e il disordine mentale sono nell’ordine altre tre cause capaci di dar origine ad una malattia. Segue poi la mancata osservanza degli accorgimenti richiesti dalle diverse stagioni. Ciascuna stagione, infatti, esige una disciplina specifica che è indispensabile seguire per mantenere Sharira in buona salute. L’ultima causa descritta riguarda il ritmo dello sviluppo del corpo. Se non si rispetta questo ritmo Sharira potrà scatenare una malattia. Per l’Ayurveda, come per lo Yoga, è necessario mantenere Sharira in buona salute per consentire a ciascun individuo di ottenere la realizzazione dell’anima. Lo scopo ultimo dell’Ayurveda e dello Yoga consiste nel render ogni essere vivente di questo mondo cosciente della natura divina della sua anima. La malattia è un ostacolo a questa presa di coscienza. Sono descritti molti mezzi aventi lo scopo di battere la malattia in quanto ostacolo alla realizzazione del fine ultimo. Sono enunciati molti modi per sopprimere la malattia in funzione della sua origine, al fine di riacquistare per Sharira la possibilità di condurre la ricerca spirituale che ha intrapreso. E’ importante sottolineare l’atteggiamento di rispetto che il medico o l’insegnante di Yoga devono avere verso i loro pazienti o allievi. Studiare una malattia non significa visitare un corpo fisico inerte da guarirsi. Sharira include corpo fisico, corpo mentale e anima e l’insieme dei tre appartiene al Creatore. Il medico deve esaminare e auscultare il suo paziente con piena coscienza di questa dimensione spirituale. Questa è la ragione per cui nell’insegnamento tradizionale dello Yoga e nell’insegnamento tecnico delle varie posture (Asana o Mudra) non si fa uso di una rappresentazione schematica o un disegnino. “


Sri T.K. Sribhashyam e Nancy Carpentier

Nel pensiero yogico e ayurvedico, śarīra è il termine sanscrito per “corpo”, inteso come involucro destinato a deteriorarsi. La filosofia dello Yoga riconosce tre livelli di esistenza: il corpo fisico/grossolano (Sthula), il corpo energetico/sottile (Sukshma) e il corpo causale (Karana).

Ecco come si suddividono i Tre Corpi (Tri-sharira):

  • Sthula Sharira (Corpo Grossolano): È il corpo fisico, tangibile, fatto di ossa, muscoli e organi. Comprende il primo strato dei kosha (Annamaya Kosha, l’involucro nutrito dal cibo).
  • Sukshma Sharira (Corpo Sottile): Conosciuto anche come corpo astrale, è la dimensione della mente, delle emozioni e dell’energia vitale. Include il Prana (energia), la mente e l’intelletto. È associato ai kosha di energia vitale, mente e saggezza.
  • Karana Sharira (Corpo Causale): È la dimensione dell’inconscio, del seme delle azioni e delle esperienze passate. È lo strato della pura beatitudine (Anandamaya Kosha).

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